di Daniela Balbiano Borasio – Supervincitore – sezione prosa 2016

Nonna di due bimbe, scia da appassionata fin da piccola, gioca a burraco con gli amici e ogni tanto si diverte a scrivere. Vive a Vercelli. Partecipa al Concorso 50&Più per la terza volta: nel 2014 ha vinto la Menzione speciale della Giuria per la Prosa.

Daniela Balbiano Borasio

Per te

Quante volte vi siete fermati incantati a guardare la danza di un fiocco di neve? Ecco, per me, anzi per noi, tutto è incominciato così, tutto è nato dall’incantesimo di uno, mille, milioni di fiocchi di neve.
La nostra storia è nata cinquant’anni fa, circondati da montagne di fiocchi su una pista innevata e, dopo tanto tempo, ci ritroviamo ancora su una discesa in mezzo alla neve che ci ha legato per tutta la vita. Io ero una ragazzina con una coda di cavallo bionda, simpatica, spiritosa, avventurosa e testarda; lui era un giovane uomo sportivo, ammirato per la sua carica di simpatia scanzonata ma soprattutto per le sue vittorie sugli sci, ed io potevo solo stare a guardare ed aspettare: ma ho vinto io quella volta, su tutto e tutte.
Era il tempo delle targhe alterne e quindi si incominciò ad andare in montagna con il pullman; ciò mi rese felice perché potevo essere libera di vederlo e sciare insieme. Furono anni meravigliosi, eravamo un gruppo di amici appassionati, ricordo ancora la lana pungente dei nostri maglioni ghiacciati sul fondo che si scioglievano piano piano il giorno dopo a casa, e gli amici modaioli con cappellini di lana lunghissimi come calzini. Alternavamo gare di sci impegnative a discese libere folli con quegli sci di legno lunghi tre volte la nostra altezza e, alla fine, affamati ci buttavamo su quel panino gelato di salame che avevamo in tasca dal mattino. Eravamo giovani, incoscienti, innamorati, ci sentivamo in capo al mondo, non ho mai più vissuto quelle emozioni!
In un attimo decidemmo di sposarci: ricordo che in quel caldo mese di giugno l’unica cosa che mi mancò fu una bella nevicata! Ed ecco che torna l’inverno e il fiocco di neve. Noi trascorriamo, persone fortunate, quasi tutta la stagione invernale in montagna nella nostra calda casa in mezzo alla neve, e vi assicuro che siamo ancora dei bravi sciatori, anzi io forse ho raggiunto lo stile del mio campione di tanti anni fa.
Saliamo al mattino presto, le piste deserte sono lisce come un bianco tappeto appena sbattuto, l’aria che punge il viso sembra ti parli, ti accarezza, gioca con i capelli, ti invita a scendere e noi ubbidienti scendiamo insieme, ci fermiamo, ci guardiamo attorno e lo spettacolo che ci circonda non è mai lo stesso, così mutevole e meraviglioso, ogni volta inspiegabile come un miracolo.
Quel cielo così intenso, quelle cime cariche di neve, quei pini verdi che dondolano al vento e ti parlano sottovoce, tutto sembra disegnato da una bacchetta magica senza tempo. E allora ci abbracciamo, fermi sul bordo della pista, ci baciamo dolcemente come due ragazzini, la neve è il nostro collante, guardo mio marito e mi rendo conto che tutti questi anni sono stati vissuti con un amore mai scontato, a volte ingombrante, fanciullesco, caparbio e, senza essere retorica e sdolcinata, posso dire mentre il cuore batte forte: lo amo come prima!
Vorrei allora che tutto si fermasse, allungare la mano ed afferrare il tempo, i profumi, i colori, la pace di questi nostri posti; le donne conservano, ricordano, dentro di loro il cuore batte diversamente: siamo fortunate. Che cosa ci ha salvato per tutti questi anni malgrado dispiaceri, delusioni, lutti? Secondo me è il mio spirito “arcobaleno”, mi sento uguale ad allora, so che ho ancora tante cose da fare e imparare; certo che si fanno i conti col tempo che passa, ora è il momento di affrontare la distanza tra me e le mie rughe prima che lui se ne accorga.
Lui è rimasto forte, una roccia di montagna, come quando l’ho visto la prima volta mentre vinceva quella gara di sci, ma soprattutto ha mantenuto una virtù antica: è generoso e gentile, qualità che stanno scomparendo. Anche mentre scendiamo su quella neve polverosa e ci giriamo a guardare quelle bellissime curve tonde che lasciano i nostri sci, ha verso di me un grande senso di protezione. Non ho ancora capito se ha timore per me e le mie gambe o ha paura che lo superi: così lascio che tutto trascorra teneramente tra sole, polenta, risate e ricordi. E tra un fiocco e l’altro che ci bagna il viso penso che l’amore vissuto in due facendo ciò che più piace sia fantastico a qualsiasi età, in fondo noi siamo piccole persone con piccoli sogni di fronte a un mondo complicato.
È la prima volta che ti dedico pubblicamente queste parole, ma questa è la mia occasione per dirti che non posso immaginare la mia vita senza di te, sei la persona migliore che io abbia mai conosciuto: con la neve o senza neve tutto era scritto nelle stelle!